Questa è la pianta più antica d’Italia: la sua età ti lascerà senza parole

L’Italia vanta alcuni degli alberi più antichi e affascinanti d’Europa, veri e propri monumenti vegetali che raccontano la storia e le tradizioni di intere regioni. Esistono diverse specie che, grazie alle loro straordinarie capacità di sopravvivenza, hanno resistito per millenni a intemperie, mutamenti climatici e azioni umane. Queste piante plurisecolari sono considerate patrimonio naturale e culturale non solo per la loro età, ma anche per le storie, le leggende e il fascino che le avvolgono.

L’olivastro di Luras: il millenario s’ozzastru

In Sardegna, a Luras nella regione della Gallura, si trova quello che è considerato l’albero più antico d’Italia e uno dei più vecchi d’Europa: l’olivastro millenario di Luras, noto localmente come S’ozzastru. Questo straordinario esemplare di olivastro (Olea europaea var. sylvestris) si erge solitario nella località Santu Baltolu di Karana, risalendo a un’epoca che lascia letteralmente senza parole: la sua età stimata oscilla tra i 3.000 e i 4.000 anni.

Le sue radici penetrano il suolo per decine di metri, la circonferenza del tronco raggiunge i 12 metri, mentre l’altezza si attesta attorno agli otto metri, una misura ragguardevole per una pianta selvatica come l’olivastro. L’albero non solo è testimonianza vivente di tempi lontanissimi, ma secondo antiche leggende locali sarebbe stato il rifugio di spiriti malvagi, incutendo timore agli abitanti della zona. La sua sopravvivenza millenaria non è un caso: grazie alla posizione isolata e a un microclima favorevole, S’ozzastru ha resistito con forza agli attacchi di parassiti, incendi e tempeste.

Nell’area circostante all’olivastro di Luras sorgono anche i famosi Dolmen, tombe megalitiche come quelle rinvenute a Stonehenge in Gran Bretagna. La presenza congiunta di questi monumenti preistorici e di un albero così antico dona al luogo un’aura di mistero e sacralità, rendendolo meta ideale per studiosi, appassionati di archeologia e viaggiatori in cerca di emozioni uniche.

Italus: il fossile vivente del Parco Nazionale del Pollino

Un’altra tra le piante più longeve d’Italia si trova in Calabria, all’interno del Parco Nazionale del Pollino. Qui, ad un’altitudine di 1.900 metri sul livello del mare, cresce il pino loricato più antico d’Europa, battezzato “Italus”. Scoperto casualmente nel 2017 grazie a uno studio di dendrocronologia e tramite analisi al radiocarbonio e conteggio degli anelli, Italus ha svelato ai ricercatori un’età incredibile: 1.230 anni.

Ciò che sorprende è che Italus, nonostante tutte le avversità — fra cui la perdita di gran parte della chioma — ha continuato a crescere negli ultimi decenni con una velocità superiore rispetto al passato, sintomo di una stupefacente resilienza biologica. Nel Parco Nazionale del Pollino sono stati individuati altri pini loricati di età superiore ai 500 anni, ma solo pochissimi superano i mille anni.

La posizione elevata e il suolo roccioso hanno protetto Italus da incendi e fulmini e da molte delle minacce che da sempre insidiano la vita degli alberi millenari. Il pino loricato viene considerato a buon diritto un vero e proprio fossile vivente, testimone di secoli di storia, cambiamenti climatici e mutamenti ambientali.

Il Castagno dei Cento Cavalli: leggenda e record

Sul versante nord-est dell’Etna, in Sicilia, si trova il leggendario Castagno dei Cento Cavalli, che secondo tradizioni e fonti storiche avrebbe circa 2.200 anni. Sebbene manchino conferme scientifiche esatte — la datazione si basa su studi preliminari e racconti secolari — questo gigantesco albero è considerato uno dei più grandi di tutta Europa e forse il castagno più antico del continente.

La sua circonferenza da record, ben 57,9 metri, lo ha reso titolare di un posto nel Guinness dei primati. Il nome “Castagno dei Cento Cavalli” nasce dalla celebre leggenda secondo cui, durante un temporale, la regina Giovanna d’Aragona ed il suo seguito di cento cavalieri trovarono riparo sotto la sua vasta chioma. Oggi, oltre ad essere un monumento della natura, ha ricevuto dall’UNESCO il titolo di “Monumento Messaggero di pace”, a testimonianza dell’importanza storico-culturale che gli viene attribuita.

Altre piante monumentali in Italia

La quercia Vallonea di Tricase

Molti alberi italiani vantano età pluricentenarie. In Puglia, ad esempio, vive la magnifica quercia Vallonea di Tricase, in provincia di Lecce, la più antica della regione con i suoi 900 anni. Il tronco imponente supera i 4 metri di circonferenza, mentre la chioma si estende a coprire un’area vasta, testimonianza vivente delle radici profonde delle tradizioni locali.

Il patrimonio dei dolmen attorno all’olivastro di Luras

Oltre all’olivastro millenario, il territorio di Luras ospita quattro dolmen principali: il Dolmen di Ladas, il Dolmen di Ciuledda, il Dolmen di Alzoledda e il Dolmen di Billella. Questi monumenti preistorici, con sorprendenti allineamenti astronomici, rafforzano il legame tra natura e storia, rendendo la zona unica sia dal punto di vista culturale sia da quello paesaggistico.

  • Dolmen di Ladas: é il più grande della zona e mantiene ancora parte della copertura originaria.
  • Dolmen di Ciuledda: si distingue per la sua struttura quasi integra, con alcuni elementi in pietra a testimonianza delle tecniche costruttive antiche.
  • Dolmen di Alzoledda: caratterizzato da una posizione panoramica e da un orientamento particolare.
  • Dolmen di Billella: il più nascosto fra tutti, conserva una forma primitiva e ricorda i riti funebri lontani nel tempo.

L’Italia, una terra di alberi millenari

Questi straordinari esemplari non sono solo record di longevità: sono una memoria vivente del passato, custodi di eventi storici, miti e leggende. La loro conservazione è fondamentale, poiché rappresentano sia risorse genetiche preziose che testimonianze di biodiversità unica. Gli alberi monumentali contribuiscono anche alla valorizzazione dei territori, promuovendo turismo sostenibile, ricerca scientifica e una maggiore sensibilità ambientale.

Oggi, grazie al lavoro di studiosi, associazioni ambientaliste e comunità locali, l’Italia protegge questi capolavori naturali per garantirne la sopravvivenza anche alle generazioni future. Ogni visita a uno di questi giganti della natura è un viaggio nel tempo, da cui si esce profondamente affascinati e consapevoli dell’importanza di preservare la ricchezza forestale e storica del nostro Paese.

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