Nell’atmosfera che respiriamo ogni giorno, l’ozono rappresenta un elemento invisibile ma potenzialmente pericoloso, soprattutto quando si accumula negli strati più bassi dell’aria delle città. Questo gas, che nella stratosfera svolge il ruolo di scudo protettivo contro i raggi ultravioletti, al livello del suolo si trasforma in un inquinante dannoso, capace di influire profondamente sulla salute di chi lo inala.
Le soglie di sicurezza: quali sono i livelli di ozono da non superare
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il limite giornaliero di sicurezza per la concentrazione di ozono nell’aria ambiente è fissato a 100 μg/m³ (microgrammi per metro cubo). Questo valore rappresenta il confine oltre il quale i rischi per la salute diventano considerevoli, specialmente in presenza di esposizione prolungata o ripetuta. Studi recenti mostrano che in alcune aree urbane italiane si sono registrati mediamente 77 giorni all’anno di superamento di questa soglia, un dato preoccupante per la salute pubblica.
Non solo la concentrazione assoluta è rilevante, ma anche il numero di giorni di superamento: più spesso respiriamo aria inquinata da ozono, maggiore è il rischio di effetti acuti e cronici. Quasi la metà degli abitanti delle città monitorate è stata esposta, nel 2019, a oltre 90 giorni di superamento del limite raccomandato.
Effetti dell’ozono sulla salute umana
Il contatto con l’ozono avviene quasi esclusivamente per via inalatoria, e i suoi effetti negativi dipendono dalla concentrazione e dal tempo di esposizione. Anche concentrazioni relativamente basse possono provocare dolore toracico, bruciore agli occhi e irritazione delle mucose, cui possono seguire mal di testa e disturbi della funzionalità respiratoria.
Studi epidemiologici hanno osservato riduzione transitoria della funzionalità respiratoria già a livelli di ozono di 0,12 mg/m³ come media oraria, soprattutto in bambini e giovani adulti. Le soglie di percettibilità olfattiva per l’uomo si collocano fra 0,02 e 0,05 ppm, ma i rischi per la salute diventano importanti già a valori ben inferiori a quelli che provocano percezione diretta.
Le manifestazioni dell’esposizione all’ozono sono diverse e includono:
L’esposizione a livelli acuti superiori a 70 μg/m³ è stata associata a aumento della mortalità prematura; nel 2020 si stima che nell’Unione Europea siano morte circa 24.000 persone in seguito a esposizione acuta.
Chi è più a rischio: fasce vulnerabili e aree critiche
Le categorie più vulnerabili agli effetti dell’ozono sono i bambini, gli anziani, i soggetti con patologie polmonari e respiratorie preesistenti e chi svolge attività fisica intensa all’aperto. In condizioni di esercizio fisico, l’azione irritante dell’ozono si amplifica e può determinare un calo delle prestazioni e un rischio maggiore di infiammazione delle vie aeree.
Le aree urbane, caratterizzate da traffico intenso e temperature estive elevate, sono i luoghi dove più spesso si registrano superamenti della soglia di sicurezza. Questo fenomeno è dovuto all’accumulo di precursori chimici dell’ozono, come ossidi di azoto e composti organici volatili, che reagiscono sotto l’azione della radiazione solare producendo l’ozono stesso.
Prevenzione, monitoraggio e riduzione dei rischi
La prevenzionemonitoraggio costante delle concentrazioni tramite stazioni dedicate nelle città.
Per minimizzare i rischi è fondamentale:
Il ruolo delle politiche ambientali e della pianificazione urbana si rivela cruciale per abbattere le emissioni che contribuiscono alla formazione dell’ozono troposferico. La collaborazione fra istituzioni, cittadini e imprese può determinare una diminuzione delle giornate di sforamento e una migliore tutela della salute pubblica.
L’importanza del monitoraggio e della consapevolezza
L’individuazione tempestiva delle giornate ad alto rischio permette di adottare precauzioni specifiche e proteggere la popolazione più esposta. Le stazioni di rilevamento diffuse nei centri urbani sono strumenti fondamentali per informare in tempo reale cittadini e amministratori, consentendo la messa in atto di misure preventive individuali e collettive.
Ozono troposferico e ozono stratosferico: una differenza essenziale
Va ricordato che l’ozono troposferico, presente nella porzione di atmosfera che respiriamo, è molto diverso dall’ozono stratosferico. Quest’ultimo svolge un ruolo protettivo fondamentale per la vita sulla Terra, mentre il primo è un inquinante a tutti gli effetti, prodotto da reazioni chimiche fra ossidi di azoto e composti organici volatili alla presenza della luce solare.
Implicazioni ambientali e sociali
Oltre agli effetti diretti sulla salute umana, la presenza di elevati livelli di ozono riduce la visibilità, danneggia materiali ed edifici e ostacola la crescita delle piante, alterando la fotosintesi e riducendo la resa agricola. L’abbattimento dell’ozono al di sotto delle soglie di pericolo si configura come una priorità per il benessere collettivo e la tutela degli ecosistemi, soprattutto nelle aree più popolose e industrializzate.
In sintesi, conoscere i livelli pericolosi di ozono nell’aria e adottare comportamenti informati è una difesa fondamentale per la salute individuale e collettiva. Il monitoraggio quotidiano, la riduzione delle fonti di inquinamento e la diffusione di informazioni chiare sono strategie chiave per limitare i danni provocati da questo insidioso inquinante atmosferico.