L’utilizzo di prodotti chimici non appositamente formulati per le superfici a contatto con gli alimenti può comportare rischi significativi per la salute e la sicurezza alimentare. Questi rischi derivano principalmente dalla possibile presenza di residui chimici tossici o irritanti che, se non completamente rimossi, possono trasferirsi negli alimenti durante la loro preparazione o conservazione, esponendo i consumatori a contaminazione e potenziali danni fisici o chimici.
Pericoli della contaminazione chimica e microbiologica
L’applicazione di detergenti generici o non certificati per l’uso alimentare sulle superfici destinate alla preparazione o conservazione dei cibi aumenta il rischio di deposito di sostanze nocive, come tensioattivi sintetici, etanolammine e altri agenti chimici potenzialmente irritanti o tossici. Questi composti sono spesso formulati per rimuovere sporco, grassi e residui organici, ma possono lasciare tracce persistenti che, entrando in contatto con gli alimenti, possono provocare dermatiti, irritazioni cutanee e, se ingeriti, lesioni interne come erosione dello smalto dentale o ulcere della bocca, gola ed esofago. Il rischio è particolarmente alto per i bambini, più sensibili alle sostanze chimiche e alle contaminazioni accidentali.
Inoltre, l’utilizzo di questi prodotti, soprattutto in ambienti poco aerati, può favorire la comparsa di reazioni allergiche e attacchi d’asma in soggetti predisposti, contribuendo all’inquinamento indoor e alla formazione di composti volatili dannosi.
Rischi microbiologici persistenti e ridotta efficacia
Le superfici alimentari (banchi di lavoro, utensili, taglieri, pentole, frigoriferi, affettatrici) sono continuamente sottoposte a rischio di contaminazione microbica, che può essere di natura diretta, mediante il contatto con l’alimento, o indiretta, tramite operatori, aria o acqua. La normativa vigente, in conformità ai principi HACCP, impone il controllo e l’analisi microbiologica regolare delle superfici, proprio per identificare e contenere i rischi di proliferazione microbica e prevenire tossinfezioni alimentari.
L’impiego di prodotti non idonei può anche risultare inefficace contro agenti patogeni altamente resistenti, come Listeria monocytogenes, Salmonella enterica e Cronobacter sakazakii, che sono capaci di formare biofilm persistenti sulle superfici, tollerare la presenza di chemicali e sopravvivere ai trattamenti non specifici. Questi microrganismi patogeni sono responsabili delle principali tossinfezioni alimentari, con effetti gravi soprattutto nei settori della carne, pesce, latticini, uova, ortofrutta e alimenti a bassa umidità.
Il falso mito del bicarbonato e l’importanza della disinfezione certificata
L’utilizzo di bicarbonato di sodio viene spesso pubblicizzato come metodo sicuro per la pulizia alimentare. Tuttavia, è stato ampiamente dimostrato che il bicarbonato non è un disinfettante adeguato; non possiede la capacità di distruggere o inattivare agenti patogeni come Escherichia coli, Salmonella, Listeria e altri batteri pericolosi. Il suo impiego, oltre a non garantire la sicurezza igienica, può favorire la sopravvivenza e la proliferazione di germi e parassiti tra cui Toxoplasma gondii, particolarmente pericoloso per le donne in gravidanza.
L’uso improprio di bicarbonato sulle superfici e direttamente sugli alimenti può anche impoverire il contenuto di vitamine e nutrienti essenziali, influendo negativamente sul valore nutrizionale del cibo. Inoltre, in caso di contatto prolungato o inappropriato, può provocare irritazioni cutanee o delle mucose orali, spingendo ad abbandonare pratiche più efficaci raccomandate dalle autorità sanitarie, come il lavaggio accurato con acqua e l’uso di disinfettanti certificati.
Normative, controlli e pratiche consigliate
La sicurezza delle superfici alimentari costituisce il pilastro fondamentale della prevenzione delle tossinfezioni e della garanzia di qualità alimentare. Le analisi microbiologiche di controllo sono parte integrante dei piani HACCP, volto a monitorare punti critici di potenziale contaminazione durante la produzione, la manipolazione e la preparazione degli alimenti.
Per una corretta igiene delle superfici alimentari si raccomanda:
- Utilizzare esclusivamente prodotti certificati per superfici a contatto con alimenti, seguendo scrupolosamente le dosi raccomandate sulle etichette.
- Eseguire regolarmente analisi microbiologiche con tamponi o piastre a contatto per verificare l’efficacia della pulizia.
- Preferire, ove possibile, soluzioni naturali ma efficaci, evitando sostanze aggressive non testate per la sicurezza alimentare.
- Mantenere l’ambiente ben aerato, riducendo la concentrazione di vapori chimici e migliorando la sicurezza complessiva.
- Adottare procedure di lavaggio e sanificazione validate da organismi sanitari nazionali e internazionali.
Trascurare queste raccomandazioni, così come affidarsi a credenze e pratiche non supportate dalla scienza, espone i consumatori, soprattutto le categorie vulnerabili (bambini, anziani, immunocompromessi), a gravi rischi per la salute. L’informazione e la formazione degli operatori alimentari risultano quindi determinanti per garantire la sicurezza del cibo e la tutela della salute pubblica, come stabilito dalle migliori pratiche di sicurezza alimentare.